Lucca -Pisa 17/05/17

Il simbolo della Via degli Acquedotti


Fuori dalle mura di Lucca

Visita al Duomo di Lucca



Il tempietto di san Concordio, qui termina l'acquedotto, siamo a duecento metri dalle mura di Lucca.

Nel 1822 Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, deliberò la costruzione dell'acquedotto investendo di tale compito il regio architetto Lorenzo Nottolini.  I lavori iniziarono nel 1823 e durarono sino al 1833 a causa di alcune interruzioni. 

Oggi l'acquedotto è ancora architettonicamente integro (salvo nel tratto attraversato dall' autostrada A11), ma non è più utilizzato come mezzo di approvvigionamento idrico. La sua attuale salvaguardia è a scopo monumentale.

Le condotte si sviluppano per 3,2 chilometri su una struttura alta circa 12 metri e sostenuta da 460 archi in mattoni e muratura che sostengono, sulla sommità, due canali per le acque. Nottolini realizzò due diverse vie per l'acqua, a seconda della loro provenienza: le acque di sorgente furono inviate mediante una via privilegiata alle numerose fonti pubbliche e private di Lucca, mentre le acque di San Quirico e della Valle, andarono ad alimentare le fontane monumentali della città. Nottolini dunque destinò l'acqua diversamente a seconda della sua qualità, privilegiando le acque più pure per gli usi potabili.

Ogni diciassette archi Nottolini inserì un contrafforte sia per funzioni decorative che strutturali. Nel corso del Novecent , 6 archi sono stati abbattuti, interrompendo la linea dell'acquedotto in modo da consentire il passaggio della autostrada a11 tra i caselli di Lucca e Capannori.

Inizialmente l'acquedotto avrebbe dovuto portare le acque direttamente all'interno delle Mura di Lucca, ma Nottolini modificò il progetto iniziale eliminando le 46 arcate finali verso il Baluardo San Colombano , per non compromettere l'integrità architettonica delle mura stesse.

L'acquedotto dunque termina nel Tempietto di San Concordio che è in realtà una cisterna costruita dal 1823 al 1825 : si tratta di un edificio a pianta circolare in stile neoclassico dorico, dove si raccoglieva l'acqua in una vasca doppia dimarmo. Da qui l'acqua veniva forzata mediante possenti tubi metallici verso la città di Lucca dove alimentava il complicato sistema di fontane passando sotto il Baluardo San Colombano.  In particolare, Nottolini progettò per la cisterna un complesso sistema mobile per preservare i tubi di ferro dalla rottura dovuta alla dilatazione termica.

foto di repertorio







"Le Parole d'Oro"







Risaliamo una valletta con molti fossati che adducono ad un fosso centrale per la raccolta delle acque, tutto in pietra magistralmente organizzato





Gocce di resina d'un pino tagliato



Oltre la collina scura si vede la lunga linea dell'acquedotto Nottolini lungo il quale abbiamo camminato.


Saliamo poi fino a Vorno, piccola frazione dove dormiremo


La chiesa di Vorno



l'ex scuola ora adibita ad ostello.


A destra ed al centro, sono con noi i nostri ospiti




Il bambù di cui si è molto parlato per fini gastronomici


Una notevole salita ci porta a valicare le alte colline che separano Lucca da Pisa




Un orbettino , Anguis fragilis















Primo sguardo verso la piana e verso Pisa



Meritata sosta per il pranzo


Inizia una discesa lunga e un po' disagevole verso la pianura


Incontriamo le prime strutture dell'acquedotto Mediceo, quello che dissetava Pisa


Forse l'acqua dell'antico acquedotto ha virtù particolari... Chi sono questi ragazzi che ci assomigliano ?




L'Acquedotto Mediceo

Fu fatto costruire su iniziativa del granduca Ferdinandi I de' Medici, che ne affidò il progetto all'architetto Raffaello Zanibi di Pagno tra il 1588 e il  1592. Nel  1594 , in seguito a malattia, subentrò alla direzione del progetto l'architetto Andrea Sandrini, che dovette sistemare la condotta a causa di un errore di progettazione che faceva ristagnare l'acqua non facendola arrivare a Pisa, completò il tutto nel 1613 sotto il granducato di Cosimo II de' Medici.

Per il finanziamento dell'opera vennero usati i proventi dalla Tassa del sale e fu messo in vendita il legno dei pini abbattuti.

Nel 1632 vennero fatte alcune opere di restauro come i contrafforti per rendere più stabili i pilastri, la pulizia delle canalette, la riparazione degli schianti e alcuni archi ricostruiti più alti per migliorare la pendenza. Fu attivo per circa tre secoli, fino al XX secolo, quando la quantità dell'acqua non era più sufficiente a soddisfare le esigenze della città sempre più in crescita.

L'acquedotto parte dal bottino di San Rocco nella Valle delle Fonti,  presso Asciano, e lungo un percorso di circa 6 chilometri arriva fino alle mura di Pisa in Piazza delle Gondole.  L'acqua trasportata dall'acquedotto veniva poi incanalata in condutture sotterranee per alimentare le varie fontane presenti in città.

È composto da 954 archi equidistanti e decrescenti, edificati con mista di pietrame e laterizi alternati in modo da regolarizzarne la struttura. Le basi di fondazione degli archi sono basati da tronchi di pini interrati. La canalina dove passava l'acqua fu realizzata in terra cotta e sopra di essa vi sono lastre di pietra per evitare il riscaldamento dell'acqua da parte del sole e per evitare l'introduzione di sporcizia




Le due pisane


Qui l'acquedotto attraversa la strada !


Per fortuna ogni tanto una fontana con acqua freschissima ci aiuta asopportare il gran caldo.



L'acquedotto si addentra fino al centro di Pisa,



Ed eccoci in Piazza dei Miracoli