Garlasco - Robbio (VF) 7-03/20


Garlasco – Mortara - Robbio ?
Il cammino al tempo del COVID-19

Quando alcuni anni fa percorremmo questo tratto della via Francigena, eravamo in pochi, la metà dei soliti 15 o più.
Questa volta l’idea era di ripercorrere queste tappe per dare la possibilità, a chi volesse del gruppo, di colmare la lacuna. Un’idea nata già in tempi non sospetti, forse metà gennaio.Ma bisogna tener presente che a febbraio è iniziata anche in Italia l'epidemia di Covid-19, una grande zona intorno a Lodi è dichiarata "zona rossa", non si entra e non si esce. In tutta la Lombardia vigono misure restrittive su spostamenti e attività varie.
Per organizzare la camminata Barbara ha fatto il solito esercizio di rigore e fantasia. Distanze, treni, orari, quanti sono e da dove arrivano i partecipanti, possibilità di accoglienza, tempi di percorrenza, in auto, a piedi, dove timbrano le credenziali,  fa freddo, fa caldo, sacchi a pelo sì o no..… Questi sono i principali ingredienti con i quali preparare la torta, e poi bisogna telefonare, verificare disponibilità, costi, menù, colazioni. E questa volta abbiamo anche dovuto passare il Rubicone del dubbio, il Covid-19 ci ha tenuti in forse per un po’.
La fattibilità migliore questa volta ci fa marciare indietro allontanandoci da Roma, ma siamo guidati da una fede incrollabile, quantomeno nel cammino, e rotti a tutte le esperienze, o quasi.
Ad arricchire il menu di passi stavolta abbiamo la visita alla Basilica di S. Andrea a Vercelli, Barbara ha contattato una guida turistica, sarà certo interessante.
Bene, si parte, caffè all’Angolo a Carisio, punto di convegno, lasciamo le auto a Robbio, vicino alla stazione, non troppo vicino, sennò è troppo facile. Treno poco affollato ma si sta al calduccio.  Come viatico a Garlasco ci concediamo un caffè, non al banco ma seduti sparsi, come detta la moda recente. La campagna è spoglia, debilitata dopo quest’inverno senza pioggia, ha l’aspetto di uno che ha dormito male. Passiamo per un po’ a fianco di un grande canale, forse le ultime propaggini del grandioso Canale Cavour, ma è vuoto e triste. Arriviamo a Tromello che è ora di mangiare, nella piazzetta intorno alla fantasiosa fontana di granito ci raccogliamo per il pranzo al sacco. Un vispo ottuagenario raccoglie le credenziali e ce le riporta poco dopo timbrate. Ripartiamo raggiunti poco dopo dal provvidenziale ottantenne in velocipede che ci guida sulla retta (si fa per dire) via, che qui non è del tutto segnata. Avanti ancora e la campagna si fa sempre più nuda e vasta, per chilometri e chilometri non ci sono fattorie, pochissimi anche gli uccelli trampolieri, qualche rara tana di nutria, poche tracce di animali, nient’altro.  Il danno delle colture estensive al paesaggio qui è molto evidente, unica consolazione la presenza di enormi e lussureggianti pioppi. Arriviamo alla Abbazia di S.Albino, che segue l’ultima moda ed è chiusa, però la stanca guardiana ci timbra le credenziali. Non possiamo rivedere l’originale dipinto con la Madonnina che scioglie i nodi. Altri tre chilometri e siamo in centro a Mortara. Albergo, doccia, birra, lauta cena in un’ottima pizzeria. Piatti saporiti e abbondanti, prezzo contenuto. Ma è molto strano il dessert, alquanto indigesto, servito attraverso i media, dice che la Lombardia è chiusa da questa notte, non si può uscirne, e noi siamo in Lombardia.
Incredulità, bufala? Non bufala. Domani si cammina? Non si cammina, ok. Dormiamo qui e domani col primo treno andiamo a recuperare le auto, alle sette, e poi a casa. Ok? Non ok, rincariamo la dose, torniamo subito, neanche il tempo di fare il chilo. Così come abbiamo condiviso la pizza a metro, nel tempo di uno schiocco di dita condividiamo la decisione, siamo o non siamo un bel gruppo? Ma le auto sono a Robbio, l’ultimo treno parte alle 9:46. I tre autisti, con un Fiorellino, volano in stazione che è a pochi passi. Il treno non ha binario, e dire che ce ne sono tanti, come mai? Tutto chiuso. Poi il fascinoso, e sveglio, Fiorellino fa colpo su un ferroviere di passaggio che ci informa che non c’è il treno ma il pullman.  E con il pullman arriviamo a Robbio alla stazione. D’un balzo ritroviamo le auto (anche se altri dicono mezz’ora di ricerca per le vie deserte di Robbio ) e torniamo a Mortara. Recuperiamo gli altri, fuga nella notte, guida veloce fino al cartello che annuncia la provincia piemontese di Novara, rallentiamo. A mezzanotte e mezza siamo tutti a casa. Ci spiace rinunciare al cammino di domani, alla visita alla basilica di S. Andrea, ma dobbiamo prepararci alle prossime settimane. Inizia un sentiero nuovo, sconosciuto, e non c'è nessuno che possa organizzarci il cammino.

Madonna della Bozzola, a pochi chilometri da Garlasco


Arriviamo a Tromello, due notevoli campanili

A Tromello






Abbazia di Sant'Albino

Chivasso - Ronsecco (VF) 8-9/02/20

Chivasso - Ronsecco

E' un tratto della Francigena che arriva dalla val di Susa e si congiungerà a Vercelli all'altra che arriva dalla valle d'Aosta. Difficle da organizzare perchè le accoglienze sono poche e con pochi posti. E noi siamo sempre abbastanza numerosi, con amici che arrivano da Torino, da Cuneo, da Modena addirittura.  Anche la stagione è un po' prematura a mio parere, giornate di luce non ancora lunghe, freddo invernale, e nessuno è allenato in pieno inverno. Sì perchè ci aspetta una prima giornata intensa sia per gli spostamenti in auto e treno sia per i chilometri, che sono 29.

Ma l'entusiasmo è quello di sempre, gli stessi abbracci calorosi, le battute e gli scherzi sempre nuovi.

Qualcuno ha desistito per qualche incidente dell'ultim'ora, ma ci raggiungono per la cena , la notte e le visite interessanti del secondo giorno.

Beh, da Chivasso a Torrazza Piemonte tutto bene, poi sbagliamo un po' strada, ma non più di tanto, pranzo a Saluggia in una piazzetta con un po' di sole. poi si riparte e sarà lunga arrivare alla Cascina Colombara. Ottima accoglienza, ottima cena, notte africana nei locali caldissimi, un ruggito nella notte... ma no, è un russare sommesso.

Al mattino, dopo un'abbondante colazione, andiamo a visitare una grande cascina  trasformata in Museo delle Mondine. Ci fa da guida un vispissimo giovanotto (classe 1939 !) che a dispetto del gelo del mattino saltella come un grillo, parla a raffica ed è pure interessante ascoltarlo. Insomma la visita si rivela ben più interessante del previsto, c'è chi medita di ripeterla con più tempo a disposizzione, abbinandola certo ad un pranzo alla Colombara, la panissa era ottima, come pure il resto.  Ripartiamo e passando a nord delle impressionanti torri di Trino, tangibili esempi della tecnologia e della stupidità umana, arriviamo verso mezzogiorno al Principato di Lucedio. Qui ci aspetta un'altra guida che ci illustrerà la storia di queste lande, dell'arrivo del riso a soppiantare il grano, dell'abbazia, delle chiese e della storia del Principato. Anche questa visita è al di sopra delle attese, anche se le due diverse chiese e il notevole campanile ottagonale non sono agibili.  Ripartiamo verso nord e poco dopo ci fermiamo per un veloce pranzo che comprende gli avanzi della colazione gentilmente offerti dai gestori della Cascina Colombara. Fa freddo e siamo all'aperto da almeno 6 ore, ma la tempra e la giovane età ci permettono queste follie da congestione.

Ripartiamo e in un'ora circa arriviamo a Ronsecco dove abbiamo lasciato alcune auto ieri mattina, si torna a casa.   

 Sabato :
Partenza dal Duomo di Chivasso


Questa è la partenza del Canale Cavour, formidabile opera del 1866.


A Torrazza Piemonte

Lamporo



Canale Depretis

Domenica :

 

Ore 8:30 andiamo a visitare il museo delle mondine



Una parte dell'enorme stalla

La nostra guida

L'edificio a sinistra, staccato dalla cascina, è apposito per le mondine

Saliamo nel "dormitorio donne"

Il dormitorio delle mondine, 4 camerate da 40 posti ciascuna

L'immagine totemica del nostro "Consorzio" ! 



Visita guidata al Principato di Lucedio

Visita nelle sale dell'abbazia dentro il Principato di Lucedio

Pranzo al sacco fuori le mura della Tenuta Darola


Verso Ronsecco